“Un disastro!”. Che botta per Trump: nessuno se lo aspettava

“Un disastro!”. Che botta per Trump: nessuno se lo aspettava

A pochi mesi da un appuntamento elettorale decisivo, la gestione di un conflitto internazionale torna a pesare sul clima politico interno degli Stati Uniti.

Le guerre, soprattutto quando si prolungano senza una prospettiva chiara di conclusione, possono trasformarsi in un terreno di scontro non soltanto sul piano militare, ma anche su quello istituzionale ed elettorale.

Negli Stati Uniti il dibattito sul ruolo del presidente nelle decisioni di guerra si intreccia con le preoccupazioni di molti parlamentari, chiamati a confrontarsi con un’opinione pubblica sempre più critica.

Il voto del Congresso non ha effetti immediati sul conflitto, ma rappresenta un segnale politico importante e mostra le divisioni che attraversano anche il partito del presidente.



Il voto della Camera contro la guerra in Iran

La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione sui poteri di guerra, con 214 voti favorevoli e 208 contrari.

Il provvedimento è passato grazie al sostegno di quattro deputati repubblicani che hanno votato insieme ai democratici.

Il testo, però, non è vincolante e non determina automaticamente la fine delle operazioni militari.

Il suo valore è soprattutto politico: rappresenta un richiamo del Congresso alla propria autorità sulle decisioni che riguardano l’impiego delle forze armate americane.



La risoluzione era stata presentata dalla deputata democratica Pramila Jayapal, che in aula aveva chiesto un voto definito di coscienza.

«Questo è un voto che ci chiede di fare quello che è giusto per il popolo americano ed inviare il messaggio più chiaro e più forte al presidente degli Stati Uniti sul fatto che il Congresso, la Camera riaffermano la propria autorità sulla guerra, questa guerra deve finire», ha dichiarato.

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Il voto arriva in un momento particolarmente delicato, dopo la ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran e dopo nuove perdite tra i militari americani impegnati nel conflitto.

Il Senato respinge la risoluzione

A poche ore dalla decisione della Camera, il Senato ha invece bocciato lo stesso provvedimento con 47 voti favorevoli e 49 contrari.

Il risultato ha mostrato una situazione più complessa rispetto al passato.

Soltanto alcune settimane prima, infatti, entrambi i rami del Congresso avevano espresso una posizione favorevole alla fine del conflitto, seppur attraverso strumenti privi di un effetto diretto sulle operazioni militari.

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